E’ passato più di un anno da quell’ultimo messaggio. Quell’ultima lettera che mai ti raggiungerà. Ci sono stati cambiamenti, e alti, e bassi, e stasi. Momenti di calma piatta, momenti di gioia, momenti di dolore e rabbia. Ma sopratutto. l’arrivo di qualcuno a rovinare l’unica cosa a cui tenevo di più. Tu.
E’ arrivata lei, una splendida rosa appassita, un fiore privo di acqua che forse ha visto in te quel qualcosa che vidi anche io.
Ho sentito il cuore esplodere, quando i tuoi occhi si sono allontanati. Ho sentito l’anima fare un male cane, quando ogni tua gentilezza non era più per me. E mi sono sentita un mostro. Perchè niente di tutto questo era mio. E nulla lo doveva essere. Ma era l’unica cosa che potevo avere di te. L’unica. E non ho potuto rinunciarci. Non ho potuto mettere a tacere le urla dentro di me. Non ci sono riuscita.
Qualcuno mi ha detto di andare da uno psicologo. Mi ha detto che qualcosa si è rotto dentro di me, da tanti anni. Che non posso e non devo alimentare nessuna speranza. Che tutto questo non può essere così. Ma io ci ho provato… ci ho provato davvero tanto. Ogni mio pensiero logico ha cercato una soluzione. Tante spiegazioni, tante risposte, tanti tentativi. Ma la mia è una via senza scampo.
Provo ciò che non devo provare. Non provo ciò che devo provare. Ogni giorno qualcosa muore dentro di me. Un piccolo pezzo se ne va, per non tornare mai più. So già le risposte. So benissimo cosa mi direbbe l’uomo delle parole. So perfettamente ogni cosa. Ho previsto ogni futuro, come un perfetto Dottor Strange. E in nessuno di questi posso avere ciò che desidero. Quindi, a quale scopo farselo dire? A quale scopo mandare all’aria tutto, se il tuo filo rosso è spezzato e non c’è più abbastanza estremità per annodarlo? Perchè dovrei rinunciare a tutto per niente?
Per la mia salute mentale dici?
Mi sembra poco. Posso vivere come ho vissuto finora. Posso ancora sentire, posso ancora sognare, posso ancora soffrire, posso ancora sperare, anche se in completa solitudine d’ora in poi.
Non mi importa. La mia corazza mi proteggerà.
Ogni tanto mi sentirò ancora come un vetro crepato. Ogni tanto piangerò di nascosto. Ogni tanto guarderò la Luna e la pregherò di elevare i miei pensieri verso di lui. Che possano raggiungerlo e ricordargli sempre che forse, nella prossima vita, ci incontreremo di nuovo e magari, potremo stare finalmente insieme.
Tutto il resto non conta. Tutto il resto è un filo spezzato.
